Viaggio studio! Non è solo un viaggio. Non è solo un corso di inglese. È un’esperienza che cambia il modo di vedere una lingua, un Paese e, spesso, anche se stessi.

Anche quest’estate i ragazzi di HS School hanno vissuto quindici giorni nel cuore dell’Inghilterra, ospiti del Victoria Park Campus dell’Università di Manchester. Dopo l’esperienza del 2025 a Londra, quest’anno abbiamo scelto una destinazione completamente diversa, per permettere ai nostri studenti di scoprire un’altra anima del Regno Unito. 

Lezioni, escursioni, attività e momenti di vita quotidiana condivisi con studenti provenienti da tutto il mondo hanno trasformato queste due settimane in un’autentica esperienza di immersione linguistica.

Ogni anno, quando rientriamo in Italia, ci viene posta la stessa domanda: “Com’è andata?

La risposta è sempre la stessa: molto più di quanto si possa raccontare con qualche fotografia.

Perché un viaggio studio non significa semplicemente frequentare un corso di inglese all’estero. Significa vivere la lingua dal momento in cui ci si sveglia fino a quando si va a dormire. Significa imparare ad orientarsi, chiedere informazioni, fare nuove amicizie, affrontare piccoli imprevisti, scoprire culture diverse e capire che l’inglese è davvero una lingua che unisce persone provenienti da ogni parte del mondo.

Ed è proprio questa la magia che ogni anno vogliamo far vivere ai nostri studenti.

Si parte!

viaggio studio in Inghilterra

La sera del 21 luglio il gruppo si è ritrovato all’aeroporto di Pisa. Tra valigie, sorrisi, fotografie e un pizzico di emozione, è iniziata un’avventura che molti ragazzi aspettavano da mesi.

Per alcuni era il primo viaggio all’estero senza la famiglia. Per altri rappresentava la seconda esperienza con HS School. C’era chi era impaziente di migliorare il proprio inglese, chi non vedeva l’ora di conoscere nuovi amici provenienti da altri Paesi e chi sognava di visitare luoghi che aveva visto soltanto nei libri o in televisione.

Dopo il volo e l’arrivo a Manchester, il campus universitario è diventato la nostra casa per le due settimane successive. Da quel momento è iniziata una vera esperienza di immersione linguistica, dove ogni giornata avrebbe regalato qualcosa di nuovo.

Studiare inglese… vivendo in inglese

Ogni mattina era dedicata alle lezioni con insegnanti madrelingua.

Le classi erano internazionali e questo significava una sola cosa: l’inglese diventava l’unica lingua comune.

Durante le lezioni si lavorava sulla comunicazione reale attraverso attività dinamiche e coinvolgenti:

  • conversazione;
  • ascolto;
  • lavori di gruppo;
  • giochi linguistici;
  • presentazioni;
  • problem solving;
  • attività collaborative.

L’obiettivo non era soltanto studiare la grammatica, ma imparare a usare l’inglese con naturalezza.

La parte più interessante, però, iniziava appena usciti dall’aula.

Durante i pasti, nelle aree comuni del campus, nei momenti di svago e durante le attività pomeridiane, ogni occasione diventava un’opportunità per parlare con studenti provenienti da Spagna, Francia, Germania, Brasile, Giappone, Turchia, Arabia Saudita e molti altri Paesi.

Quando nessuno parla la tua lingua, l’inglese smette di essere una materia scolastica e diventa uno strumento indispensabile per comunicare.

Ed è proprio in questi momenti che si fanno i progressi più grandi.

Manchester: una città tutta da scoprire

Il primo impatto con Manchester ha sorpreso tutti.

Molti immaginano questa città esclusivamente per il calcio. In realtà Manchester è molto di più: è una città giovane, multiculturale, ricca di storia, innovazione e cultura, dove edifici modernissimi convivono con monumenti che raccontano secoli di storia britannica.

viaggio studio in Inghilterra

Il nostro primo walking tour ci ha permesso di iniziare a prendere confidenza con la città, osservandone i quartieri, le piazze, i caratteristici tram e quell’atmosfera internazionale che la rende una delle città più vivaci del Regno Unito.

Naturalmente una delle prime tappe è stata la splendida Manchester Cathedral, simbolo della città e luogo che racconta oltre seicento anni di storia inglese.

Passeggiando tra le sue navate e osservandone le vetrate, i ragazzi hanno iniziato a comprendere come ogni edificio custodisca una parte dell’identità di un popolo.

E proprio qui emerge uno degli aspetti più importanti dei nostri viaggi studio.

Imparare una lingua significa conoscere anche la sua cultura

Una delle convinzioni che guida ogni viaggio studio organizzato da HS School è molto semplice:

non si può amare davvero una lingua senza conoscere il popolo che la parla.

La grammatica è importante.

Il vocabolario è fondamentale.

La pronuncia è indispensabile.

Ma una lingua vive attraverso la sua storia, le sue tradizioni, le sue abitudini e il modo in cui le persone interpretano il mondo.

Per questo motivo ogni escursione viene scelta con attenzione.

Non vogliamo semplicemente accompagnare i ragazzi a visitare monumenti famosi.

Vogliamo aiutarli a comprendere perché quei luoghi siano importanti, quali storie raccontino e come abbiano contribuito a costruire l’identità britannica.

Ogni museo visitato, ogni città esplorata e ogni tradizione scoperta diventano quindi parte integrante del percorso linguistico.

Perché imparare una lingua significa anche imparare a guardare il mondo con gli occhi di chi quella lingua la vive ogni giorno.

Ed è questo che rende un viaggio studio un’esperienza così diversa da qualsiasi altro corso.

Tra dinosauri, fossili e tanta curiosità

La visita al Manchester Natural History Museum ha affascinato grandi e piccoli.

Scheletri di dinosauri, fossili, minerali, animali provenienti da tutto il mondo e collezioni scientifiche hanno trasformato il museo in una gigantesca aula di inglese.

Ogni sala offriva nuove parole da imparare, cartelli da leggere, curiosità da scoprire e domande da porre alle guide.

Ancora una volta l’inglese non era qualcosa da studiare, ma uno strumento per comprendere ciò che ci circondava.

Ed è proprio quando la curiosità prende il sopravvento che l’apprendimento diventa naturale.

La magia della John Rylands Library

Tra i luoghi che hanno lasciato tutti senza parole c’è sicuramente la straordinaria John Rylands Library.

John Rylands Library

Entrare al suo interno significa fare un salto indietro nel tempo.

Le grandi sale, gli scaffali in legno, le volte gotiche e l’atmosfera silenziosa ricordano quelle dei più celebri college britannici e trasmettono immediatamente il valore che la cultura e la conoscenza hanno sempre avuto nel Regno Unito.

Molti ragazzi hanno scherzato dicendo di sentirsi dentro un film di Harry Potter.

In effetti la suggestione è inevitabile.

Ma al di là della bellezza architettonica, questa visita ha rappresentato un’altra occasione per comprendere quanto la tradizione accademica britannica abbia influenzato il mondo intero.

La giornata si è poi conclusa con una serata trascorsa in un autentico pub inglese, vivendo una delle tradizioni più caratteristiche del Paese.

Per gli inglesi il pub non è semplicemente un luogo dove mangiare o bere qualcosa.

È un punto di ritrovo, un luogo di socializzazione, dove amici e famiglie si incontrano per trascorrere del tempo insieme.

Anche questo significa conoscere una cultura.

Una giornata tra castelli, paesaggi e tradizioni: il Galles

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Uno dei momenti più attesi del viaggio è stata l’escursione in Galles, una delle quattro nazioni che compongono il Regno Unito.

Molto spesso si pensa al Regno Unito come a un unico Paese omogeneo, ma visitare il Galles permette di comprendere quanto siano ricche e diverse le identità che convivono al suo interno.

Paesaggi spettacolari, piccoli centri ricchi di fascino, castelli e tradizioni locali hanno accompagnato i ragazzi per tutta la giornata.

È stato anche il momento perfetto per osservare da vicino una cultura con caratteristiche proprie, perfino nella lingua: il gallese, ancora oggi parlato e insegnato accanto all’inglese.

Tra una passeggiata e l’altra non sono mancati i momenti di svago, le fotografie di gruppo e anche un tuffo in fiume per alcuni dei ragazzi!

Esperienze semplici, ma che contribuiscono a creare quei ricordi che rimangono impressi nel tempo.

Liverpool: una città che racconta musica, storia e rinascita

L’escursione a Liverpool ha mostrato ai ragazzi un volto completamente diverso del Regno Unito.

Affacciata sul Mare d’Irlanda, questa storica città portuale è famosa in tutto il mondo per essere la patria dei Beatles, ma la sua importanza va ben oltre la musica.

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Passeggiando lungo il waterfront, tra edifici storici, piazze moderne e vie ricche di negozi e locali, i ragazzi hanno potuto conoscere una città che negli ultimi decenni ha saputo reinventarsi, diventando uno dei principali centri culturali del Paese.

Anche qui ogni passeggiata si è trasformata in un’occasione per praticare l’inglese: leggere indicazioni, ordinare il pranzo, fare acquisti, chiedere informazioni e interagire con le persone del posto.

Perché la lingua si impara davvero quando diventa parte della vita quotidiana.

La giornata si è conclusa con una cena tutti insieme e il rientro a Manchester, portando con sé un’altra tappa indimenticabile di questo viaggio.

Ma il bello doveva ancora arrivare…

Il calcio inglese… vissuto da protagonisti

Per molti dei nostri ragazzi, visitare gli stadi delle due squadre di Manchester rappresentava uno dei sogni più grandi del viaggio.

Ma, come spesso accade nelle esperienze organizzate da HS School, anche una visita sportiva può trasformarsi in un’importante occasione di apprendimento linguistico e culturale.

Old Trafford: il Teatro dei Sogni

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La prima tappa è stata Old Trafford, lo storico stadio del Manchester United, conosciuto in tutto il mondo come il Theatre of Dreams.

Camminare lungo il tunnel che conduce al campo e ripercorrere la storia di uno dei club più prestigiosi del calcio mondiale è stata un’emozione difficile da descrivere.

Anche chi non segue abitualmente il calcio è rimasto affascinato dal racconto di oltre cento anni di storia sportiva, fatta di grandi campioni, allenatori leggendari e partite entrate nella memoria collettiva.

Naturalmente tutto il tour si è svolto in inglese, offrendo ai ragazzi un’ulteriore opportunità per ascoltare una lingua autentica, arricchire il proprio vocabolario e comprendere il lessico tipico del mondo sportivo.

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L’Etihad Stadium: quando l’inglese diventa un’esperienza reale

Pochi giorni dopo è arrivato il momento di visitare l’Etihad Stadium, casa del Manchester City.

Un vero è proprio tour della durata di circa 2 ore. I ragazzi hanno avuto la possibilità di entrare negli spogliatoi, percorrere il tunnel che conduce al terreno di gioco, visitare le aree riservate alla squadra e conoscere da vicino la storia di uno dei club più importanti del panorama calcistico internazionale.

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Ma il momento più coinvolgente della visita è arrivato nella vera sala conferenze dello stadio.

Seduti nelle stesse postazioni utilizzate ogni settimana da allenatori e calciatori dopo le partite di Premier League, i ragazzi hanno partecipato a una divertente simulazione completamente in inglese.

Alcuni hanno interpretato i giornalisti, altri i giocatori e l’allenatore, improvvisando una conferenza stampa proprio come accade al termine di una partita.

Domande, risposte, curiosità e perfino qualche battuta hanno reso l’attività estremamente coinvolgente.

Senza quasi rendersene conto, i ragazzi hanno utilizzato l’inglese in una situazione autentica, mettendo in pratica quanto imparato durante le lezioni e acquisendo ancora più sicurezza nel parlare davanti agli altri.

È stato uno di quei momenti che dimostrano perfettamente come una lingua si impari soprattutto vivendola.

Bowling, risate e nuove amicizie

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Naturalmente un viaggio studio non significa soltanto lezioni ed escursioni culturali. Anche i momenti di svago sono fondamentali.

Una delle serate più divertenti è stata quella trascorsa al Trafford Centre, dove il gruppo ha trascorso alcune ore tra partite a bowling, risate e sana competizione.

Anche in queste occasioni l’inglese era sempre presente.

Tra un punteggio e l’altro, i ragazzi hanno continuato a comunicare con studenti provenienti da altri Paesi, dimostrando come la lingua possa diventare il filo conduttore anche dei momenti più spensierati.

Sport on Campus: lo sport come linguaggio universale

Non poteva mancare la giornata dedicata agli Sports on Campus.

Calcio, pallavolo, basket e altri giochi di squadra hanno riunito studenti provenienti da nazionalità diverse.

Quando si gioca insieme, infatti, le barriere linguistiche sembrano scomparire.

Un passaggio, un incoraggiamento o una semplice risata sono spesso sufficienti per creare nuove amicizie.

Anche questo è uno degli aspetti più belli di un viaggio studio: scoprire che l’inglese non serve soltanto durante le lezioni, ma diventa il mezzo attraverso cui condividere esperienze con persone provenienti da ogni parte del mondo.

Manchester: la città dove è nata la Rivoluzione Industriale

Tra le visite culturali più interessanti non poteva mancare il Science and Industry Museum.

La visita allo Science and Industry Museum ci ha permesso di scoprire come Manchester sia stata una delle città protagoniste della Rivoluzione Industriale

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Dalle prime locomotive ai motori a vapore, dalle grandi industrie tessili fino alle innovazioni scientifiche più moderne, ogni sala racconta come questa città abbia contribuito a cambiare il corso della storia.

Uno dei momenti più emozionanti è stato la visita alla mostra dedicata a Stephen Hawking, uno dei più grandi fisici teorici del nostro tempo. Abbiamo potuto osservare la ricostruzione del suo ufficio, con numerosi oggetti originali che raccontano non solo il suo straordinario lavoro scientifico, ma anche la sua personalità.

Tra questi, una rara copia della sua tesi di dottorato, gli occhiali adattati che utilizzava per comunicare e alcuni ricordi delle sue celebri apparizioni pubbliche, come la giacca regalata dai creatori dei Simpsons e una fotografia del cast di Star Trek: The Next Generation.

Un'esperienza che ha ricordato a tutti noi come la curiosità, la passione per la conoscenza e la determinazione possano superare qualsiasi ostacolo.

Per i ragazzi è stata anche un’occasione per collegare ciò che studiano a scuola con la realtà, osservando da vicino invenzioni che hanno trasformato la società moderna.

Chester: un viaggio indietro nel tempo… e l’origine di tanti nomi inglesi

Prima ancora di arrivare a Chester, i ragazzi hanno scoperto una curiosità linguistica che difficilmente dimenticheranno.

Molte città inglesi che terminano in -chester, -caster o -cester hanno infatti un’origine romana. Questi nomi derivano dalla parola latina castra, che significava “accampamento militare” o “fortezza”. Durante la conquista della Britannia, i Romani costruirono numerosi forti strategici lungo le principali vie di comunicazione e, con il passare dei secoli, quei nomi si trasformarono fino ad assumere la forma che conosciamo oggi.

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Gli esempi sono numerosi. Manchester nacque attorno al forte romano di Mamucium; Chester fu fondata come Deva Victrix nel I secolo d.C.; Lancaster si sviluppò intorno a un presidio romano sul fiume Lune; mentre Colchester, l’antica Camulodunum, fu la prima capitale della Britannia romana.

Una semplice desinenza nei nomi delle città racconta quindi una storia lunga quasi duemila anni.

Ed è proprio questo il bello di conoscere una lingua: ogni parola, ogni nome e ogni luogo custodiscono un pezzo della storia di un popolo.

Passeggiare per Chester significa davvero fare un salto indietro nel tempo.

Le antiche mura romane, perfettamente conservate, l’anfiteatro, le caratteristiche case a graticcio e gli storici Rows, i celebri portici sopraelevati che rendono unico il centro cittadino, regalano l’impressione di trovarsi in un’altra epoca.

Camminando tra le sue vie è facile comprendere perché Chester sia considerata una delle città storiche più affascinanti di tutta l’Inghilterra.

Ancora una volta i ragazzi hanno potuto toccare con mano quanto storia, lingua e cultura siano profondamente legate tra loro.

Leeds e il tradizionale Sunday Roast in un autentico pub inglese

L’ultima grande escursione del viaggio ci ha portati a Leeds, una città elegante e dinamica che offre un volto diverso dell’Inghilterra rispetto a Manchester e Liverpool.

Passeggiando tra il centro storico, le eleganti gallerie commerciali, i mercati coperti e le vie più caratteristiche della città, i ragazzi hanno potuto osservare da vicino la quotidianità britannica, lontano dai classici percorsi turistici.

Nel corso della giornata ci siamo fermati per pranzo in un autentico pub britannico, dove abbiamo avuto l’occasione di assaggiare il celebre Sunday Roast, uno dei piatti simbolo della tradizione inglese.

Molto più di un semplice pranzo della domenica, il Sunday Roast rappresenta una delle tradizioni gastronomiche più sentite del Regno Unito. È un momento di condivisione che riunisce famiglie e amici attorno a una tavola, proprio come accade in Italia durante i pranzi domenicali.

Anche attraverso il cibo si può conoscere la cultura di un Paese.

Per questo motivo abbiamo voluto far vivere ai ragazzi anche questa esperienza, perché siamo convinti che comprendere le tradizioni significhi comprendere meglio anche la lingua.

Rifocillati e curiosi di scoprire ancora di più, abbiamo poi continuato la visita di Leeds tra il centro storico, le eleganti gallerie commerciali e le sue caratteristiche strade.

Nelle prossime settimane dedicheremo un articolo del nostro Digital Magazine proprio al Sunday Roast, raccontandone la storia, le origini e le curiosità che lo hanno reso uno dei simboli della cucina britannica.

Dopo quasi due settimane ricche di emozioni, esperienze e nuove amicizie, il viaggio stava ormai volgendo al termine.

Ma restavano ancora due giornate che i ragazzi difficilmente dimenticheranno.

Graduation Day: un traguardo da celebrare

Il 3 agosto è stato uno dei giorni più emozionanti dell’intero viaggio.

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Dopo due settimane di lezioni, attività, escursioni e conversazioni in inglese vissute ogni giorno, è arrivato il momento della Graduation Ceremony, la cerimonia conclusiva durante la quale ogni studente ha ricevuto il proprio certificato di partecipazione.

Dietro a quel semplice attestato c’era molto più di quanto si potesse immaginare.

C’erano le prime conversazioni affrontate con un po’ di timidezza e quelle degli ultimi giorni, molto più spontanee e sicure. C’erano le amicizie nate con ragazzi provenienti da tutto il mondo, le sfide superate, le nuove parole imparate e la soddisfazione di essersi messi in gioco lontano da casa.

Per molti studenti questo è stato il momento in cui hanno realmente preso consapevolezza dei progressi compiuti.

E vedere i loro sorrisi mentre ricevevano il certificato è stata una delle soddisfazioni più grandi anche per noi.

L’Imperial War Museum North: la storia che fa riflettere

Dopo la cerimonia del Graduation Day, il nostro viaggio non era ancora finito. Prima di salutare Manchester abbiamo visitato l’Imperial War Museum North, uno dei musei più significativi del Regno Unito dedicati alla storia dei conflitti che hanno segnato il mondo moderno.

Progettato dall’architetto Daniel Libeskind, l’edificio colpisce fin dal primo sguardo con la sua architettura originale, pensata per rappresentare un mondo “frammentato” dalle guerre. Al suo interno, fotografie, mezzi militari, oggetti originali, testimonianze e installazioni multimediali raccontano le vicende della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, ma anche i conflitti più recenti e il loro impatto sulla vita delle persone.

Per i ragazzi è stata un’esperienza intensa e ricca di spunti di riflessione. Visitare il museo in lingua inglese ha permesso loro non solo di ampliare il proprio vocabolario, ma anche di confrontarsi con una parte importante della storia e della memoria collettiva britannica.

Ancora una volta abbiamo ricordato che conoscere una lingua significa anche comprenderne il contesto storico e culturale. Perché dietro ogni popolo ci sono eventi che ne hanno plasmato l’identità, e imparare l’inglese significa anche avvicinarsi a quella storia con curiosità, rispetto e consapevolezza.

L’ultimo giorno: saluti, valigie e il viaggio verso casa

Come spesso accade quando si vive un’esperienza intensa, l’ultimo giorno è arrivato fin troppo in fretta.

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La mattina è iniziata con un’ultima breve lezione, quasi un modo per salutare le aule che per due settimane erano diventate il luogo in cui ogni giorno si imparava qualcosa di nuovo. Poi è stato il momento di preparare le valigie, controllare di non aver dimenticato nulla nelle camere e vivere gli ultimi momenti insieme nel campus.

Ma la parte più difficile è stata salutare gli amici conosciuti durante il soggiorno. Ragazzi provenienti da Paesi diversi, che appena due settimane prima erano perfetti sconosciuti, si sono lasciati con abbracci, fotografie, promesse di rimanere in contatto e qualche inevitabile lacrima. In così poco tempo erano nate amicizie sincere, unite da una lingua comune e da un’esperienza condivisa che difficilmente dimenticheranno.

Nel primo pomeriggio è arrivato il momento di lasciare Manchester e raggiungere l’aeroporto per il viaggio di ritorno. Sull’aereo, tra la stanchezza accumulata e i ricordi ancora vivissimi, tutti avevano la stessa sensazione: riportare a casa molto più di una semplice vacanza studio.

Perché scegliere un viaggio studio?

Molte persone pensano che un viaggio studio serva semplicemente a migliorare il proprio inglese.

Naturalmente è così.

Ma rappresenta soltanto una parte dell’esperienza.

Durante due settimane all’estero i ragazzi imparano ad essere più autonomi, ad organizzarsi, a confrontarsi con culture diverse, a comunicare con persone che hanno abitudini e tradizioni differenti, a risolvere piccoli problemi quotidiani e ad affrontare situazioni nuove con maggiore sicurezza.

Imparano anche qualcosa di molto importante: sbagliare quando si parla una lingua straniera non è un problema. È il modo più naturale per imparare.

Ed è proprio vivendo queste esperienze che cresce la fiducia nelle proprie capacità.

Un viaggio studio permette di migliorare l’inglese, ma allo stesso tempo contribuisce a sviluppare autonomia, spirito di adattamento, curiosità e apertura verso il mondo.

Sono competenze che accompagneranno i ragazzi ben oltre il ritorno a casa.

Un grazie speciale

Ogni viaggio studio è il risultato del lavoro di tante persone.

Desideriamo ringraziare innanzitutto tutti i ragazzi che hanno scelto di partire con entusiasmo, curiosità e voglia di mettersi in gioco. Sono stati loro i veri protagonisti di queste due settimane.

Un grazie va anche alle loro famiglie, che ci hanno affidato i propri figli con fiducia, permettendo loro di vivere un’esperienza che, ne siamo certi, porteranno nel cuore per molto tempo.

Ringraziamo inoltre tutto lo staff della scuola ospitante, gli insegnanti madrelingua, gli accompagnatori, il personale del campus e tutte le persone che hanno contribuito a rendere il soggiorno sereno, sicuro e ricco di opportunità.

Concludendo

Ci vediamo al prossimo viaggio? Noi ce lo auguriamo davvero.

Anche quest’anno torniamo a casa con centinaia di fotografie, tantissimi ricordi, nuovi amici sparsi in tutto il mondo e una certezza: un viaggio studio è un investimento che continua a dare valore anche molti anni dopo il rientro.

Ogni conversazione in inglese, ogni museo visitato, ogni città esplorata, ogni tradizione scoperta, ogni sfida affrontata e ogni sorriso condiviso hanno contribuito a costruire qualcosa che va ben oltre l’apprendimento della lingua. Hanno aiutato i ragazzi a diventare più autonomi, più curiosi, più sicuri di sé e più consapevoli di quanto il mondo sia ricco di opportunità.

È questo il motivo per cui, ogni anno, organizziamo i nostri viaggi studio: non semplicemente per insegnare l’inglese, ma per farlo vivere.

Se anche tu sogni di regalare a tuo figlio o a tua figlia un’esperienza come questa, continua a seguire HS School. Nei prossimi mesi inizieremo a raccontare il Viaggio Studio 2027. La destinazione è ancora una sorpresa… ma possiamo dirti che stiamo già lavorando a qualcosa di davvero speciale.

All’inizio di questo articolo abbiamo scritto che un viaggio studio non è soltanto un corso di inglese.

Dopo due settimane vissute insieme, possiamo dirlo con ancora più convinzione.

È un’esperienza che lascia ricordi, crea amicizie, apre la mente e insegna ai ragazzi che conoscere una lingua significa anche conoscere il mondo.

Perché alcune esperienze finiscono nel momento in cui si torna a casa.

Un viaggio studio, invece, continua ogni volta che si apre un libro, si ascolta una conversazione in inglese, si ritrova un amico conosciuto all’estero o si decide di ripartire per una nuova avventura.

E chissà… magari il prossimo studente a salire su quell’aereo potresti essere proprio tu.

Nel Digital Magazine di HS School trovi articoli su grammatica inglese, vocabolario, espressioni utili e strategie efficaci per studiare e usare l’inglese ogni giorno.